Ciao Davide!
Ciao Zuccone!
Perchè zuccone lo sei e lo sei sempre stato!
Nemmeno il tempo di cercare di darti una mano ed ecco che fai sempre di testa tua! Come sempre ed ora per sempre.
Oggi tocca a me questo fardello di renderti omaggio come si deve, quale rappresentante di quelli di "ruolo", quale amico e di tutti noi, amici e compagni della terza e della Rosa ancora increduli, attoniti e sconvolti.
Abbiamo deciso che invece di porci domande sul perchè di questo tuo ultimo gesto estremo, la cui vera risposta solo tu conosci, sia molto meglio ricordarti com'eri e chi eri, uomo generoso e altruista, rammentando qualche tuo aneddoto bizzarro che attraverso infiniti discorsi prosopopeici ci raccontavi in sede e in colonnina come ad esempio...
Di te vorremmo ricordare quando iniziavi a ridere a crepapelle e non riuscivi più a smettere contagiando tutti; quando ti sei appoggiato al gazebo della tabaccheria di Baracca e l'hai divelto; quando rinforzavi le nostre cene con i soliti tre chili di affettato e mezza forma di gorgonzola anche se eravamo solo in quindici; quando ti sei addormentato sulla cyclette a casa di un paziente; quando, dopo aver tenuto in pensione il gatto dell'Ale, glielo hai restituito afono, quando avete sfondato la macchina della Cubi e poi tu con la mano cercavi di rimetterla in ordine; quando fuori dal Fatebenefratelli hai fatto esclamare "SALUTE!!!!!!" ad un passante; quando ogni occasione era buona per regalarci una rosa; quando ci hai raccontato della tua vacanza in Corsica e dopo tre ore eri solo al primo giorno; quando facevi da colonna sonosra alle nostre notti; quando insieme abbiamo fatto cadere l'ascensore facendo gli scemi con la Paola.
Racconti questi della tua vita sempre vissuta al limite che ci hanno sempre fatto ridere e divertire ma che oggi ci appaiono come spettri che nascondevano dentro ognuno di essi un malessere crescente che chissà da quanto portavi con te. Ci siamo tutti oggi, come ci siamo sempre stati, ma oggi come mai incapaci di capire e restii ad acettare.
Forse, come ti scrive Marina, la "Pica", che era in decima "noi non possiamo far altro che rispettare e ricordarci sempre il mattacchione che eri, capace sempre di strappare un sorriso a chiunque".
Già... un sorrsio... un sorriso di un uomo generoso, sempre e comunque, spesso fino all'eccesso, per chiunque ne avesse avuto bisogno.
Ed è con il ricordo sempre vivo del tuo sorriso che ti vogliamo salutare, speranzosi e fiduciosi che, ora che se "sul posto", tu abbia finalmente raggiunto quella pace e quella serenità che, forse, qui non hai mai trovato.
Ciao Davidone! Ci mancherai, ma il tuo ricordo e il tuo sorriso vivranno sempre con noi!
I tuoi amici, i tuoi compagni, la tua CRC.
Ciao!!